In breve
- Per sposarsi in Italia con un cittadino straniero, il documento chiave è il nulla osta al matrimonio, chiamato anche certificato di capacità matrimoniale: lo rilascia l'autorità del Paese di origine o il suo consolato in Italia, e attesta che nulla osta al matrimonio secondo la legge di quel Paese (art. 116 del codice civile).
- Il nulla osta, come gli altri atti stranieri, va legalizzato o apostillato e tradotto in italiano, salvo le esenzioni previste dalle convenzioni internazionali e, per i Paesi dell'Unione europea, dal regolamento UE 2016/1191.
- Prima della celebrazione si fanno le pubblicazioni di matrimonio all'albo del Comune. L'elenco esatto dei documenti lo stabilisce l'ufficio di stato civile: chiediglielo per primo, prima di spendere.
- Se invece il matrimonio si celebra all'estero, il percorso è diverso: serve la trascrizione dell'atto in Italia.
- Da noi la traduzione giurata costa 30 euro a pagina, in PDF firmato e timbrato via email in 24-48 ore lavorative.
Sposarsi con una persona di un'altra nazionalità non è complicato: è semplicemente una pratica con più uffici del solito. La parte che fa perdere tempo non è la cerimonia, sono i documenti del coniuge straniero, che arrivano da un'altra amministrazione, in un'altra lingua, e devono essere resi leggibili e verificabili per l'ufficiale di stato civile italiano. Questa guida li mette in fila, spiega quali vanno tradotti e segnala i punti dove le pratiche si fermano.
Prima domanda: dove vi sposate?
Tutto il percorso dipende da questa scelta.
- In Italia: servono le pubblicazioni al Comune e, per il coniuge straniero, il nulla osta al matrimonio. È il caso trattato in questa guida.
- All'estero: il matrimonio segue la legge del luogo, e poi va trascritto nei registri italiani perché produca effetti in Italia. Il percorso è spiegato nella guida alla trascrizione di un atto estero in Italia.
Un errore frequente è preparare i documenti per l'una e poi sposarsi nell'altra: i documenti non sono intercambiabili, e le traduzioni nemmeno. Decidete il luogo prima di ordinare qualsiasi cosa.
Il nulla osta al matrimonio, il documento centrale
L'art. 116 del codice civile prevede che lo straniero che vuole sposarsi in Italia presenti all'ufficiale dello stato civile una dichiarazione dell'autorità competente del proprio Paese da cui risulti che, secondo le leggi cui è sottoposto, nulla osta al matrimonio. In pratica è un certificato che dice: questa persona è libera di sposarsi.
Chi lo rilascia
Di norma il consolato o l'ambasciata del Paese di origine presenti in Italia, oppure l'autorità competente nel Paese stesso. Le prassi cambiano molto: alcuni consolati lo rilasciano in giornata, altri chiedono documenti dal Paese d'origine e settimane di attesa. Chiedi al consolato la lista e i tempi come primo passo, prima ancora di andare in Comune.
Legalizzazione e traduzione
Se il nulla osta è rilasciato da un'autorità straniera all'estero, segue le regole degli altri atti stranieri:
- Paese dell'Unione europea: il regolamento UE 2016/1191 esonera dalla legalizzazione gli atti di stato civile e permette il modulo standard multilingue, che in molti casi evita anche la traduzione;
- alcuni Paesi aderiscono a convenzioni internazionali che prevedono un certificato di capacità matrimoniale su modulo plurilingue, esente da legalizzazione e traduzione: chiedilo esplicitamente, fa risparmiare tempo e soldi;
- negli altri casi serve l'apostille o la legalizzazione consolare, e poi la traduzione giurata in italiano. Se il tuo documento non rientra nelle nostre categorie standard, usa la fiche traduzione giurata di un altro documento.
L'ordine conta: l'apostille si appone sull'originale prima della traduzione, perché viene tradotta anche lei. La guida su apostille e traduzione giurata spiega dove si chiede Paese per Paese.
Se il Paese di origine non lo rilascia
Succede: alcuni Stati non emettono nulla osta, o lo negano per ragioni che la legge italiana non riconosce. In quel caso la strada passa dal tribunale, con un ricorso che chiede l'autorizzazione a procedere comunque. È un caso da avvocato, e va impostato presto perché allunga i tempi di mesi.
Gli altri documenti del coniuge straniero
Oltre al nulla osta, l'ufficio di stato civile chiede di solito:
- il passaporto o il documento d'identità, tradotto se non è redatto anche in una lingua che l'ufficio accetta;
- l'atto di nascita in copia integrale, legalizzato o apostillato e tradotto;
- il certificato di stato libero, quando il nulla osta non lo copre già;
- in caso di matrimonio precedente sciolto, la sentenza di divorzio o l'atto di morte del precedente coniuge, anch'essi tradotti;
- talvolta il certificato di residenza o il certificato di stato di famiglia.
Tutti questi documenti sono raccolti, con prezzo e tempi, nella collezione documenti di stato civile.
Una precisazione utile: la Corte costituzionale, con la sentenza n. 245 del 2011, ha dichiarato illegittima la norma che subordinava il matrimonio dello straniero in Italia all'esibizione di un documento attestante la regolarità del soggiorno. Il diritto a sposarsi non dipende dal permesso di soggiorno. Se un ufficio te lo chiede come condizione, è una prassi da contestare, con calma e con la sentenza in mano.
Le pubblicazioni di matrimonio
Le pubblicazioni sono l'avviso pubblico che precede la celebrazione: l'ufficiale di stato civile le affigge all'albo del Comune per otto giorni consecutivi, il matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno successivo alla scadenza, e le pubblicazioni perdono efficacia dopo 180 giorni. In pratica significa che tra la richiesta e la cerimonia passano almeno due settimane, e che non conviene farle troppo in anticipo.
Si richiedono al Comune di residenza di uno dei due nubendi. Se uno dei due risiede altrove, si fanno in entrambi i Comuni. Se il coniuge straniero non risiede in Italia, l'ufficio spiegherà come procedere: la prassi varia e conviene chiedere prima.
Una tabella di marcia realistica
- Chiedete al Comune l'elenco dei documenti. È gratis, dura dieci minuti, ed è l'unica lista che conta. Ogni ufficio ha le sue abitudini.
- Chiedete al consolato il nulla osta e i suoi tempi. È il passaggio più lento.
- Procuratevi gli atti esteri in copia integrale e chiedete, se il Paese è nell'Unione europea, il modulo standard multilingue.
- Fate apporre apostille o legalizzazione sugli originali.
- Ordinate le traduzioni giurate: a questo punto, e non prima.
- Fissate le pubblicazioni, poi la data della cerimonia.
Quanto costano le traduzioni
Da noi il prezzo è di 30 euro a pagina, in PDF firmato e timbrato via email in 24-48 ore lavorative: la quantità da indicare nell'ordine è il numero di pagine del documento. Un nulla osta e un atto di nascita stanno di solito in una pagina ciascuno; una sentenza di divorzio ne occupa diverse. I nostri traduttori sono giurati presso le corti d'appello competenti.
Tutti i prezzi sono nella pagina prezzi, e la guida su quanto costa una traduzione giurata spiega le voci che si aggiungono nel resto della pratica, come bolli e apostille. Se il Comune vuole la traduzione su carta nel fascicolo, aggiungi la copia cartacea per posta; la guida su quando basta il PDF aiuta a decidere. Come sempre, è l'ufficio destinatario a stabilire che cosa accetta: chiediglielo prima di ordinare.
E dopo il matrimonio?
Due cose cambiano, e vale la pena saperle in anticipo.
Il permesso di soggiorno. Il coniuge straniero di un cittadino italiano o di uno straniero regolarmente soggiornante segue un percorso proprio, con documenti da tradurre: la guida al permesso di soggiorno elenca quelli che la Questura chiede più spesso, e la guida al ricongiungimento familiare vale quando il coniuge si trova ancora all'estero.
La cittadinanza per matrimonio. Dopo il matrimonio si apre, a certe condizioni di tempo e di residenza, la via della cittadinanza italiana per matrimonio. I documenti che servono, e gli errori che la fanno respingere, sono nella guida ai documenti per la cittadinanza italiana; i più richiesti sono raccolti nella collezione documenti per la cittadinanza, a partire dal certificato del casellario giudiziale.
Domande frequenti
Il nulla osta ha una scadenza?
Di norma sì, ed è breve: molti consolati lo rilasciano con validità di pochi mesi. Chiedilo quando la data della cerimonia è già realistica, non un anno prima.
Serve il permesso di soggiorno per sposarsi in Italia?
No. La Corte costituzionale lo ha stabilito con la sentenza n. 245 del 2011. Il permesso di soggiorno resta ovviamente rilevante per il soggiorno, non per il diritto a sposarsi.
Posso tradurre io i documenti di mio marito o mia moglie?
No. Il traduttore deve essere estraneo all'atto, e un coniuge non lo è. La guida su chi può fare una traduzione giurata in Italia spiega la regola e da dove viene.
Il mio futuro coniuge è francese: devo tradurre tutto?
Probabilmente no. La Francia è nell'Unione europea: gli atti di stato civile sono esonerati dalla legalizzazione e il modulo standard multilingue del regolamento UE 2016/1191 evita in molti casi anche la traduzione. Chiedilo all'autorità francese che rilascia l'atto.
Quanto tempo prima della cerimonia devo muovermi?
Conta almeno due o tre mesi se c'è di mezzo un nulla osta da un Paese extra UE, perché il collo di bottiglia è il consolato. Le traduzioni, per la loro parte, richiedono 24-48 ore lavorative.
Il Comune mi chiede una traduzione asseverata in tribunale: potete farla?
Possiamo organizzarla su preventivo. Scrivici prima di ordinare, con la richiesta dell'ufficio sotto gli occhi, e verifichiamo insieme se serve davvero o se basta la traduzione giurata in PDF.
In quali lingue traducete?
Italiano da e verso inglese, spagnolo, francese, tedesco, rumeno e arabo, e queste sei lingue tra loro. Per un'altra lingua scrivici per un preventivo. Il percorso completo è nella pagina come funziona, e altre risposte nelle domande frequenti.
Fonti: codice civile, artt. 93-101 (pubblicazioni di matrimonio) e art. 116 (matrimonio dello straniero in Italia); Corte costituzionale, sentenza n. 245 del 2011; DPR 3 novembre 2000 n. 396, regolamento dello stato civile; DPR 28 dicembre 2000 n. 445, art. 33; regolamento UE 2016/1191 sulla libera circolazione dei documenti pubblici.

