In breve
- Per molti permessi (lavoro con visto, studio, rinnovi) la Questura non chiede traduzioni: bastano passaporto, documenti italiani e ricevute.
- Le traduzioni servono quando devi provare un fatto avvenuto all'estero: matrimonio, nascita dei figli, genitori a carico, a volte il reddito o un titolo.
- Le Questure chiedono quei certificati «tradotti e legalizzati dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana» oppure muniti di apostille. Prima di ordinare una traduzione, verifica con la tua Questura la forma che accetta.
Il permesso di soggiorno è il documento che chi arriva da un Paese non UE usa più spesso, e anche quello che si rinnova più spesso. Le liste dei documenti però cambiano a seconda del motivo del permesso e, in parte, della Questura. Questa guida mette ordine: per ogni tipo di permesso ti diciamo se servono documenti esteri tradotti, quali, e in che forma.
Come si chiede il permesso: kit postale o Questura
Per la maggior parte dei permessi (lavoro subordinato e autonomo, motivi familiari, studio, motivi religiosi e una ventina di altri motivi) la domanda si presenta con il kit postale negli uffici postali con Sportello Amico. Per gli altri motivi, e per chi presenta la domanda tramite un rappresentante, ci si rivolge direttamente alla Questura (Poste Italiane, guida al permesso di soggiorno).
I costi fissi sono gli stessi ovunque: marca da bollo da 16 €, 30 € all'operatore postale e 30,46 € per la produzione del permesso elettronico, più un contributo che dipende dalla durata. La Questura di Treviso, per esempio, indica 40 € per i permessi fino a un anno e 50 € per quelli da uno a due anni (linee guida sulla coesione familiare).
Nel kit vanno le fotocopie dei documenti. Gli originali, e quindi anche gli originali delle traduzioni, si mostrano il giorno della convocazione in Questura per le impronte. Conservali con cura.
Permesso per lavoro: di solito niente da tradurre
Chi entra con un visto per lavoro subordinato, dopo il decreto flussi, firma il contratto di soggiorno allo Sportello unico entro otto giorni lavorativi e avvia la richiesta del permesso. I documenti chiave sono il passaporto con il visto, il nulla osta, il contratto, a volte la comunicazione di assunzione: tutti italiani o già esaminati dal consolato. Le traduzioni, se servono, si fanno prima, per il visto. Il percorso completo è nella guida decreto flussi e nulla osta al lavoro.
Per il rinnovo si presentano buste paga, contratto, dichiarazione dei redditi: documenti italiani. Un'eccezione è chi lavora in Italia per un datore di lavoro estero, o chi ha redditi anche all'estero: in quel caso una traduzione del contratto o delle buste paga può essere chiesta per capire il reddito.
Permesso per motivi familiari: qui le traduzioni sono quasi certe
È il caso in cui la Questura chiede più documenti esteri, perché deve verificare il legame familiare. Le situazioni principali sono tre.
Coesione familiare
La coesione familiare (art. 30 del Testo unico immigrazione) permette a chi è già in Italia con un permesso valido di chiedere un permesso per motivi familiari per il coniuge, i figli minori o i genitori entrati regolarmente. La Questura di Treviso chiede «copia dei certificati attestanti il rapporto di coniugio, l'unione civile o il legame familiare tradotti e legalizzati dalla Rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di origine oppure muniti di Apostille, se provenienti da uno Stato firmatario della Convenzione dell'Aja». Se il matrimonio è avvenuto in Italia o il figlio è nato in Italia, il certificato lo rilascia il Comune e non c'è nulla da tradurre.
Documenti esteri tipici:
- atto di matrimonio o di unione civile;
- atto di nascita dei figli, con l'indicazione di entrambi i genitori;
- per i genitori a carico, i documenti delle autorità del Paese d'origine che attestano la vivenza a carico e l'assenza di altri figli, anche questi «tradotti e legalizzati» o apostillati; a volte uno stato di famiglia estero;
- per i genitori con più di 65 anni, se il caso lo richiede, i certificati medici che dimostrano che gli altri figli non possono mantenerli.
Familiare di cittadino italiano
Coniuge, figli fino a 21 anni e genitori a carico di un cittadino italiano chiedono un permesso specifico (art. 23 del d.lgs. 30/2007). Una scheda pubblica della Polizia di Stato per il primo rilascio elenca, tra l'altro, il certificato di matrimonio «rilasciato dal Comune» o, se l'atto è formato all'estero, «tradotto e legalizzato dalla rappresentanza Diplomatica Consolare Italiana nel Paese di provenienza, o munito di Apostille», e lo stesso per l'estratto di nascita dei figli e dei genitori (scheda «familiari di cittadino italiano»).
Un consiglio: se sei sposato con un cittadino italiano, il matrimonio celebrato all'estero va comunque trascritto nel Comune italiano. Una volta trascritto, il certificato lo rilascia il Comune e non serve più tradurre l'atto straniero per la Questura.
Familiare di un cittadino straniero già in Italia (dopo il ricongiungimento)
Chi arriva con un visto per ricongiungimento familiare ha già presentato gli atti tradotti e legalizzati al consolato. In Questura servono di nuovo le copie, quindi tieni da parte la traduzione che hai usato per il visto: spesso basta quella.
Permesso per studio
Per il primo permesso per studio ti chiedono di solito passaporto con visto, iscrizione all'università o al corso, assicurazione sanitaria, prova dei mezzi economici e dell'alloggio. I documenti esteri, come il diploma, li hai già usati per il visto e per l'immatricolazione. Possono servire traduzioni se dimostri i mezzi economici con estratti conto esteri o con una borsa di studio di un ente straniero: ne parliamo nella guida su estratto conto e busta paga, e trovi la scheda dell'estratto conto bancario.
Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo
Dopo cinque anni di soggiorno regolare si può chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo (art. 9 del Testo unico). Per te i requisiti sono soprattutto italiani: reddito, alloggio, conoscenza della lingua italiana. Le traduzioni tornano in gioco se chiedi il permesso anche per i familiari: in quel caso servono di nuovo gli atti che provano il legame (matrimonio, nascita dei figli), se non sono già registrati in un Comune italiano.
Documenti di un Paese dell'Unione europea: regole più semplici
Se il certificato è stato rilasciato da un altro Stato UE (per esempio un atto di nascita francese o un atto di matrimonio rumeno), si applica il regolamento UE 2016/1191: niente apostille per atti di nascita, matrimonio, residenza, assenza di precedenti penali e altri fatti elencati, e un modulo standard multilingue che, se l'ufficio lo ritiene sufficiente, evita la traduzione. Il regolamento prevede anche che la traduzione certificata fatta da una persona abilitata secondo il diritto di uno Stato membro sia accettata in tutti gli Stati membri.
Che forma deve avere la traduzione
La regola generale è l'art. 33 del DPR 445/2000: ai documenti esteri «redatti in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale». Le schede delle Questure, però, sono scritte in modi diversi, e alcune nominano soltanto la legalizzazione consolare.
Per questo ti consigliamo di procedere così:
- Prima ottieni il certificato aggiornato e fai apporre l'apostille o la legalizzazione nel Paese che lo ha rilasciato (la guida apostille e traduzione giurata spiega l'ordine).
- Poi verifica con la tua Questura, o con il patronato o l'avvocato che ti segue, se accetta la traduzione di un traduttore giurato o vuole la traduzione legalizzata dal consolato.
- Infine ordina la traduzione, includendo l'apostille.
La traduzione standard di Giuradoc è una traduzione giurata in PDF: un traduttore giurato presso le corti d'appello competenti traduce la scansione che ci invii, la firma, la timbra e ne attesta la fedeltà al documento ricevuto. Ricevi il PDF in 24-48 ore lavorative, a 30 € a pagina, qualunque sia il documento. Non è una legalizzazione consolare della traduzione: se la tua Questura chiede espressamente quella, la nostra traduzione standard non basta, e te lo diciamo prima di prendere l'ordine. Se ti serve una traduzione certificata conforme all'originale, o l'apostille, chiedi un preventivo. Le differenze tra i formati sono nella pagina quale traduzione scegliere e nella guida traduzione giurata in PDF: quando basta.
Poiché la Questura vuole vedere gli originali alla convocazione, molti clienti aggiungono la copia cartacea per posta (15 €).
Gli errori più comuni
- Certificati troppo vecchi. Diverse schede chiedono il certificato di matrimonio rilasciato da non più di sei mesi. Ordina la traduzione dopo aver ottenuto il certificato nuovo.
- Apostille dopo la traduzione. L'apostille va tradotta: se viene apposta dopo, la traduzione è incompleta.
- Atto di nascita senza i nomi dei genitori. Per i figli serve l'atto con paternità e maternità: chiedi al tuo Comune d'origine la copia integrale.
- Nomi traslitterati in modo diverso rispetto al passaporto (arabo, cirillico, cinese): indica al traduttore la grafia del passaporto. Se ti serve, c'è anche la traduzione del passaporto.
- Tradurre documenti italiani. Certificato di residenza e stato di famiglia del Comune italiano sono già in italiano: non vanno tradotti per la Questura.
Dopo il permesso: le pratiche che arrivano
Con il permesso di soggiorno arrivano altre pratiche dove le traduzioni tornano: la conversione della patente estera entro un anno dalla residenza e, anni dopo, la domanda di cittadinanza italiana, che chiede di nuovo atto di nascita e certificato penale del Paese d'origine. Se prepari questi documenti con anticipo, ricorda che alcuni (il certificato penale in particolare) hanno una validità limitata.
Domande frequenti
Per rinnovare il permesso di soggiorno devo tradurre qualcosa?
Di solito no, se i documenti del rinnovo sono italiani (contratto, buste paga, dichiarazione dei redditi, residenza). Servono traduzioni solo se aggiungi familiari o presenti documenti rilasciati all'estero.
La Questura accetta una traduzione giurata in PDF?
Molte pratiche si fanno con copie nel kit postale e originali alla convocazione. Se la tua Questura chiede la traduzione legalizzata dal consolato, una traduzione giurata non ne prende il posto. Verifica prima, e mandaci la richiesta che hai ricevuto: ti diciamo se la nostra traduzione corrisponde.
Il mio atto di matrimonio è già trascritto in Italia: serve la traduzione?
No. Una volta trascritto, il certificato lo rilascia il Comune italiano, in italiano.
Quali lingue traducete?
Dall'italiano e verso l'italiano: inglese, spagnolo, francese, tedesco, rumeno e arabo, oltre a queste sei lingue tra loro. Per le altre lingue scrivici per un preventivo. Tutti i documenti sono nei nostri servizi e i più richiesti nella pagina più richieste.
Quanto costa in tutto tradurre i documenti per la coesione familiare?
Per una coppia con un figlio servono spesso due documenti: atto di matrimonio e atto di nascita del figlio. Se ognuno ha una pagina, sono 60 €, più le eventuali opzioni. Per più documenti nello stesso ordine applichiamo tariffe dedicate: chiedici un preventivo. Altre risposte nelle domande frequenti.
Fonti: Poste Italiane, guida al rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno; Questura di Treviso, documenti per la coesione familiare; Polizia di Stato, permesso per familiare di cittadino italiano; Polizia di Stato, familiare entro il II grado di cittadino italiano; d.lgs. 286/1998, Testo unico immigrazione; DPR 445/2000, art. 33; regolamento (UE) 2016/1191.


